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Ho ricevuto un'informazione di garanzia: cosa fare e cosa evitare

Ricevere una raccomandata che annuncia un procedimento penale a proprio carico è quasi sempre un'esperienza che genera ansia. La prima cosa utile da sapere è che quello che i giornali chiamano "avviso di garanzia" ha un nome tecnico diverso, informazione di garanzia, e che, nonostante l'impatto emotivo, non è una condanna e nemmeno una prova di colpevolezza.

Che cos'è davvero

L'informazione di garanzia è disciplinata dall'articolo 369 del codice di procedura penale. Come dice il nome, è uno strumento di garanzia, pensato cioè a tutela di chi è indagato, non contro di lui. Il pubblico ministero la invia soltanto quando deve compiere un atto al quale il difensore ha diritto di assistere (il cosiddetto atto garantito), proprio per consentire all'indagato di nominare per tempo un avvocato e di partecipare con tutte le garanzie difensive.

Da questo discende una conseguenza che spesso sorprende: moltissime indagini si svolgono e si concludono senza che venga mai inviata un'informazione di garanzia, semplicemente perché non è stato necessario compiere atti che la richiedessero. Riceverla, quindi, non significa che la propria posizione sia più grave di quella di chi non l'ha ricevuta.

L'atto contiene la descrizione sommaria del fatto, l'indicazione delle norme di legge che si assumono violate, la data e il luogo del fatto e l'invito a nominare un difensore di fiducia. A seguito delle modifiche introdotte dalla riforma Cartabia, l'informazione avvisa anche della facoltà di accedere ai programmi di giustizia riparativa e del diritto di chiedere comunicazione delle iscrizioni nel registro delle notizie di reato (articolo 335 del codice di procedura penale). L'addebito, in questa fase, è provvisorio e può essere modificato con il proseguire delle indagini.

Da non confondere con altri atti

L'informazione di garanzia non va confusa con l'informazione sul diritto di difesa (articolo 369 bis), che comunica la nomina del difensore d'ufficio e che, se omessa, determina la nullità degli atti successivi, né con l'avviso di conclusione delle indagini preliminari (articolo 415 bis), che arriva in un momento successivo e segnala che le indagini sono terminate. Va inoltre ricordato che per gli atti cosiddetti a sorpresa, come perquisizioni e sequestri, la legge non impone un preavviso al difensore, ma soltanto la facoltà di assistervi se presente: in questi casi l'informazione viene consegnata al momento dell'atto o subito dopo.

I tuoi diritti

Dal momento in cui si riceve l'informazione di garanzia si possono esercitare diritti importanti: nominare un difensore di fiducia, avvalersi della facoltà di non rispondere (il diritto al silenzio), svolgere investigazioni difensive per cercare elementi a proprio favore e, tramite il difensore, prendere visione degli atti che vengono via via depositati.

Le prime mosse

Pur non esistendo un conto alla rovescia automatico legato a questo atto, agire con tempestività è nel proprio interesse, anche perché un eventuale accertamento tecnico non ripetibile può essere fissato dando al difensore un preavviso di sole ventiquattro ore. Nei primi giorni conviene quindi: nominare subito un avvocato di fiducia, evitare di contattare la persona offesa o eventuali testimoni (un comportamento del genere rischia di tradursi in nuovi reati o di pregiudicare la propria posizione), non rendere dichiarazioni spontanee senza prima aver parlato con il proprio difensore, raccogliere e conservare ogni documento utile, e lasciare che sia l'avvocato a interloquire con l'autorità giudiziaria e a impostare la strategia.

Le informazioni di questo articolo hanno carattere generale e divulgativo e non sostituiscono una consulenza legale personalizzata. Di fronte a un procedimento penale è consigliabile rivolgersi tempestivamente a un avvocato per valutare il caso concreto.

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